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 Oggetto del messaggio: [Storia] La Scomparsa di Solthreal
Messaggio Inviato:13/03/2012, 18:00 
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Non solo "un ciambellano"

Quando Erman Loister, Ciambellano di Solthreal guardò l'orizzonte dall'alto dei cieli a cavallo di uno dei draghi più grandi che aveva mai visto, il suo "Patto del Mago" si sciolse.

Egli era arrivato a Nujilem con la richiesta di aiuto da parte di Solthreal, e immediatamente la città aveva risposto, senza indugi e celermente, come se avesse già avuto il sentore del pericolo.

Erman aveva raccontato di un esercito di quasi 1000 unità demoniache che marciava verso la città e aveva raccontato la forza e il coraggio di uomini sconosciuti che avevano preso le difese della città ed erano pronti a difenderla.

Aveva raccontato loro di un nuovo Drakan, ormai figlio di Solthreal, che mai avrebbe potuto abbandonarli e che avrebbe lottato fino alla fine.

La volontà dei drakan di Nujilem di salvare Solthreal ricevette un ulteriore spinta da questa notizia, un nuovo fratello era apparso, loro dovevano parargli, dovevano fargli conoscere il motivo della sua esistenza, e la causa comune che tutti i drakan perseguono, una causa che va aldilà delle guerre di potere e delle città di Asenarth, una causa che li unisce tutti, nell'unico scopo comune.

E ora che quel fratello possedeva da solo un nido, senza guida di altri drakan, dovevano correre a salvarlo, istruirlo, rendendolo consapevole così del destino che il mondo gli aveva riservato.

Erman si voltò a sinistra e poi a destra. 2 Draghi con altrettanti cavalieri, 37 Grifoni e 2 Roc. Solo unità alate veloci per giungere il prima possibile a Solthreal.

Un barlume di speranza gli solcò il volto, forse non era la fine per la sua gente. Ringraziò gli dei che lo avevano protetto, mentre il Patto del Mago che stava sparendo avrebbe avvisato il Consiglio che i rinforzi stavano arrivando.

La Certezza della Fine

Verimiun Thegar, primo Warlock di Solthreal, si trovava in cima alle mura. Anche l'ultimo drakan che li aveva guidati nella battaglia contro i demoni era andato via. Il consiglio era nel panico.

Non c'erano più i Drakan a guidarli, ma la gente era in festa.

Lui, il Vicario Kerios e Gaar l'Assassina erano gli unici a sapere la verità.

Se dapprima la decisione di evacuare era sembrata quella migliore, ben presto si resero conto che la cosa era impossibile.

Le vedette aveva avvistato un gruppo di oltre 500 demoni appostato a 3km Nord, e l'unica via di uscita verso Nujilem era stata quindi bloccata.

Se fossero usciti senza un esercito, quei demoni avrebbero banchettato con i loro figli e le loro donne. Ancora una volta Solthreal doveva porre fiducia nelle proprie mura.

Ma questa volta non c'erano drakan e nemmeno eroi. Questa volta gli unici in grado di fronteggiare un demone minore potevano contarsi sul palmo di una mano.

Alla gente fu detto che era stato un falso allarme, e che non vi era nessun'altra minaccia se non qualche non-morto fuggiasco nelle foreste limitrofe. Quindi fu dato a tutti il divieto di uscire dalla città fintanto che queste creature non fossero state eliminate.

Intanto il grifone (l'unico che era rimasto) era tornato dal pattugliamento verso ovest e portava con se l'amara certezza che il possente esercito era in movimento e che in meno di 2 settimane sarebbe giunto lì.

Erano spacciati.

Eravamo 3 amici al bar!

Gaar, Kerios e Verimiun erano riuniti nella Locanda dell'Impiccato. Ormai erano passati 9 giorni da quando il consiglio di guerra si era sciolto e Venas, Duca di Solthreal, si era proclamato re con l'appoggio della Caserma.
Loro tre avevano continuato a riunirsi per cercare un modo di salvare la città, erano anche andati di persona a cercare di sconfiggere quei demoni a Nord, ma erano troppi, e da soli non ce l'avrebbero mai fatta.

Se Nujilem fosse arrivata in tempo, avrebbero potuto aprirsi un varco e scappare. Ma ormai era tardi anche per quello.

Avevano anche pensato di effettuare un pericolosissimo rituale di Teletrasporto di Massa, ma ben presto si accorsero che i reagenti non erano sufficienti e che i preparativi avrebbero richiesto almeno 3 mesi, tempo e cose che non avevano di certo.

Si guardavano in faccia l'un l'altro e il viso truccato di Gaar, non era mai stato così cupo. Il Vicario aveva il testo sacro aperto dinnanzi a lui in cerca di chissà quale risposta celata tra le righe dei salmi. Verimiun era stremato, le borse sotto gli occhi palesavano le interminabili notti passate alla ricerca di un artifizio magico che li avrebbe potuti salvare o quantomeno dargli un po' di speranza... ma niente...

Erano Spacciati.

Il Mago della Machina

Poi giunse quell'uomo. Un Mago. Un Drow. Disse di venire da Argonia, disse di appartenere ad un Circolo Arcano chiamato "La Machina". Disse che c'era una cosa ben più importante della della salvezza di quella città. Disse che ciò che doveva essere protetto non era quella città... ma ciò che quella città stava proteggendo. Dovevano salvare il Nido del Drago Puro.

I tre si guardano in faccia e ben presto si trovarono a seguire il discorsi di quel Mago. Colui il quale stava dando loro un nuovo obbiettivo, colui il quale gli stava palesando l'inevitabile sconfitta a cui sarebbero andati in contro ma nel contempo stava fornendo un appiglio alla loro coscienza.

Di certo avevano pensato di affondare assieme alla città, e di certo gli era passato per la testa di scappare, ma Gaar, Kerios e Verimiun non erano dei vigliacchi. La loro coscienza non gli avrebbe mai permesso di compiere gesti così insensati... a meno che non fosse stato strettamente necessario.

Ma ora avevano uno scopo più "alto", un fine che dovevano perseguire. Una strada colma anche del sacrificio di tutti gli abitanti di Solthreal, un sentiero che era necessario seguire affinché tutta Asenarth potesse sopravvivere.

Questo era quello che quel Mago gli aveva detto. E in normali circostanze non gli avrebbero certo creduto, ma costui gli mostrò il Sangue di Welda che aveva con sè capirono che il destino forse aveva già deciso al loro posto.

...di Massa...ma non troppa

Di certo Verimiun conosceva quel reagente, era esattamente quello che gli serviva per eseguire il rituale del Teletrasporto di Massa che stava tentando di preparare.

E di certo egli sapeva che le quantità richieste di quel reagente erano di gran lunga superiori a quelle che lui avrebbe mai pensato di possedere se fosse vissuto per altre tre vite.

Per una massa come quella di Solthreal servivano almeno 300gr di Sangue di Welda, e per procurarsi un solo grammo lui aveva dovuto sudare per ben 3 anni.

Ma il Mago della Machina non aveva con se 300gr di Sangue di Welda, ma solo 50gr. Quantità sufficiente a Teletrasportare solo un essere di enormi dimensioni.... solo un drago... solo la Genitrice.


Orizzonte di Morte

Erman il Ciambellano e l'esercito alato di Nujilem erano giunti sul monte Rathar, poco a Est di Solthreal. Erano fermi, impietriti a guardare l'ecatombe che si era abbattuta sulla città.

Da lontanto, forse 4km, assistevano alla disfatta di Solthreal, senza che nulla potessero fare.

Non era un esercito di 1000 demoni e non-morti, ma era una massa scura come un mare d'olio e pece di almeno 5 mila unità. Che senza neanche combattere si era riversato sulla città e tutti i dintorni, consumando ogni cosa incontrasse.

La sua città era caduta. E per i rinforzi non vi era altra scelta che battere in ritirata, portando con se la notizia che un Orda Oscura stava risalendo Asenarth e che presto sarebbe giunta a Nujilem.

I Cavalieri Drakan di Nujilem volsero lo sguardo sud, nella speranza che il Nido del Drago Puro non venisse scoperto dai quelle oscure creature.

La fine di Un Nido

Gaar aveva sguinzagliato tutti i migliori uomini che le rimanevano e infine l'aveva trovata, la strada per giungere al nido, celata in dettagli nascosti in tutte le stanze dei cavalieri nel Palazzo Regale. Aveva riunito i pezzi e stabilito quindi le coordinate dove il Nido si sarebbe dovuto trovare.

E così, nel 12mo giorno dalla scomparsa dell'ultimo Drakan si trovarono dinnanzi alla Genitrice, protetti da una barriera magica che impediva ai draghi sconvolti dalla presenza di estranei nel Nido di attaccarli.

Verimiun si stupì della facilità con cui un semplice scudo potesse resistere ad un drago e si rese conto che forse la Machina ne sapeva molto di più di quanto desse a vedere. Di certo la sua conoscenza dei draghi era molto profonda.

Quando la Genitrice apparve, il Mago Drow della Machina pronunciò delle strane parole ed essa si trasformo in Donna. Giovane e bella, troppo belle per resisterle.
Gaar stessa provò un irrefrenabile istinto primordiale a possederla, ma il Mago della Machina pronunciò un altro incantesimo e la Genitrice cadde dormiente al suolo.

Verimiun si voltò di scatto verso il Drow e un pensiero gli balzò nella testa, spontaneo e fulmineo: "se lo scopo di questo Mago della Machina fosse solamente quello di raggiungere il nido, potrebbe lasciarci morire qui dentro..." ma il pensiero si spezzò, mentre un artiglio di drago gli trapassava il cuore.

L'incantesimo della Machina si era spento... e i draghi in preda al panico colpivano e infilzavano, mordevano e laceravano.

Verimiun vide Gaar che schivava due, tre, quattro colpi, prima di vedersi il corpo lacerato da morsi strazianti.

Kerios era inerme, in ginocchio senza la testa e il rumore del cranio frantumato echeggiava tra le mandibole del drago che masticava.

Erano stati traditi... questo fu il suo ultimo pensiero...

Traditi da quel mago che li aveva raggirati.

Colti in un momento di debolezza e disperazione, dando loro un ultima ancora di speranza, un motivo per vivere... solo per rivelare il nascondiglio della cosa più cara a tutta Solthreal.

Avevano fallito, Solthreal aveva fallito. Il motivo per cui la Città era sorta, il motivo che l'aveva fatta splendere per tutti questi anni, il loro orgoglio... i draghi...

Avevano perso, avevano fallito e avevano tradito i draghi... con questo pensiero Verimiun lasciava il mondo, mentre il Mago della Machina spariva teletrasportando con se la Genitrice dei Draghi Puri.

Tiar il Drago del Cavaliere di Adamantio

Tiar si guardava intorno. I suoi fratelli, tutto il nido era impazzito, qualcosa non andava. Una minaccia li avrebbe presto schiacciati.

Quando nel nido irruppero i demoni e i Natzghul, i suoi fratelli non furono in grado di opporre resistenza alcuna. Le loro carni furono colpite da quel suono di morte che le sfibrava, riducendole ad ammassi inermi di ossa.

Tiar scappò, si rifugiò nella caverna della Madre, corse più in fretta che poteva... non sapeva ancora volare...

I Demoni urlavano e laceravano e mangiavano, erano in cerca della Genitrice, ma ella era scomparsa, catturata dagli stessi uomini che lei aveva insegnato a proteggere.

"Sono come i tuoi Fratelli, devi proteggerli e loro ci proteggeranno..." - Questo raccontava loro tutte le sere...

Ed ora invece quei "fratelli" li avevano traditi, avevano svelato il luogo dove si trovava il nido. Avevano portato la morte in un luogo devo invece si dispensava solo la Vita.

E la pazzia dilagava, e il sangue sgorgava e i ghigni dei demoni si facevano più vicini.

Tiar era rannicchiato in una piccola alcova, tremava. Sapeva che sarebbe presto impazzito, perchè suo Padre era morto...già... così gli aveva detto sua Madre...

"Proteggi tuo Padre... perchè la sua morte significa la Tua Pazzia...", e lui l'avrebbe protetto a costo della sua vita, anche perchè erano legati, legati indissolubilmente l'uno all'altro.

Poi un pensiero si fece pressante..."Come mai non sono ancora impazzito? O forse lo sono? NO... la pazzia di un drago significa IRA, ODIO, FORZA... io sono qui...solo, impaurito e tremo...", l'istinto del drago gli porto una spregevole certezza:

...Suo Padre era Vivo... ma non era qui a salvarlo.

Tiar voleva urlare, ruggire e scatenarsi, ma era piccolo, troppo piccolo e aveva paura!

E allora pianse, pianse lacrime di cucciolo, mentre dall'entrata dell'alcova qualcosa giunse e lo afferrò,

...una mano sconosciuta...

...una mano di un Padre...

"Vieni piccolo, non è ancora giunto il momento di morire, il destino del mondo è nelle tue mani e in quelle di tuo Padre"....

Elizabeth Locknavara aveva eretto uno scudo impenetrabile che bloccava gli attacchi dalla distanza mentre Xander il Mannaro proiettava verso l'orda una quantità di oggetti esplosivi il cui scoppio faceva echeggiare urla di dolore per tutta la caverna.

Sabrak Telksys prese il cucciolo di Drago e poi ordinò: "Presto nel portale..."

[...]

Era il 05 Solthamarian 103 DGE, e Solthreal e il Nido del Drago Puro furono distrutti dall'Orda Oscura che veniva da Ovest.
Ti do la mia CIPOLLA!
(Un grazie è sempre Gradito!)

A volte il destino può essere cambiato, ma alla fine questo è ciò che il destino aveva deciso.

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