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 Oggetto del messaggio: [Legenda] Madre & Assassino
Messaggio Inviato:01/08/2011, 23:06 
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I seguenti utenti sono grati a Magius(CHE) per questo post:

L'addio


Helis, aveva appena lasciato i suoi figli nella stanza segreta dietro una finta botte nella cantina della bisca e stava varcando la soglia d'uscita dell'edificio forse per l'ultima volta...
Si voltò un attimo e quei 12 anni passati a Nujilem gli balenarono di fronte come un caleidoscopio vertiginoso... folle, colorato e spensierato come era stata la sua permanenza in quei luoghi che era solita chiamare... "casa".

Varcò l'uscita e Terria abbassò lo sguardo mentre la sua tutrice se ne andava per sempre. La ragazza era stata una sua buon'amica e Helis l'aveva aiutata ad ambientarsi nella città sotterranea si da quando l'aveva trovata in balia dei pirati giù al porto che aveva solo 16 anni. La pelle scura... esotica di Terria attirava molto la curiosità degli uomini di quelle parti (in realtà bastava molto poco per stuzzicarli) e solo grazie alla protezione di Helis che aveva potuto trovare un posto dove vivere e sentirsi amata. Certo... era un bordello ma sempre meglio di essere legata ad una catena ad elemosinare un tozzo di pane sacrificando anima e corpo per uno dei mercanti giù al porto...

Helis voltò a destra in direzione della vecchia casa di suo marito. Lì avrebbe dovuto aprire il passaggio nascosto che celava tutti i suoi averi che ella aveva nascosto e abbandonato da quando aveva lasciato la sua vita precedente per divenire madre adottiva e premurosa e dedicarsi alla vita mondana.



L'istinto dell'Ombra


Il vicolo era strano... la gente era preoccupata, Koran stava chiudendo, ed erano solo le 18:00. Qualcosa stava preparandosi e l'istinto di Helis che l'aveva accompagnata si da quando era giovane fece nuovamente capolino per avvertirla che non c'era più tempo per i saluti.

Allora scattò.

Le mani solcarono l'aria e la gonna lunga che le dava impaccio si stracciò in un attimo lasciando un enorme spacco in modo da liberare la linea snella e leggera delle gambe che come zampe di gatto si muovevano leggiadre ad una elevatissima velocità...

Helis correva, come non faceva da tempo, mentre le vie della Città Sotterranea le passavano a fianco. Vie che normalmente dovevano essere piene di vita e che invece ora mostravano una desolazione innaturale, come se la Gilda stessa avesse ordinato a tutti il coprifuoco.

Girò l'angolo che portava nel vicoletto della sua casa mentre a 3 metri da lei una guardia cittadina piantonava l'ingresso della sua abitazione mentre il resto della truppa probabilmente stava perquisendo all'interno.

In quella situazione, anche un solo attimo di indugio avrebbe dato il tempo alla guardia di dare l'allarme. Ma di tempo ne passò veramente poco, prima che la gola lacerata permettesse solo al sangue di uscire soffocando ogni altro suono che la guardia avesse voluto emettere.

Helis era di fronte alla porta della sua casa e la guardia a terra morente presto sarebbe stata scoperta. Doveva recuperare i suoi oggetti all'interno ma avrebbe dovuto affrontare almeno 3 o 4 guardie che stavano mettendo sotto sopra la casa cercando qualcosa.

Allora bussò....

Da dentro la casa si udì: "Debran che caxxo vuoi? Stai lì mentre finiamo, abbiamo quasi fatto.. tanto non c'è niente."

allora Helis con un calcio spalancò la porta mostrando nella stanza centrale 5 guardie con 3 lanterne che stavano smontando il pavimento ad assi alla ricerca di chissà cosa...

... e poi disse: "Salve signori..... è l'ora delle pulizie!"

E mentre la porta si chiudeva dietro di lei, nel vicolo si udirono solo lievi lamenti soffocati e se pur di certezze nel mondo ve ne son poche, di una, assolutamente ora siam consapevoli:

Helisidor Teruge "La Mano dell'Ombra", temibile e spietato, quanto aggraziato Assassino, era tornato a camminare sulla terra di Asenarth... e per di più ... ora aveva qualcuno da proteggere.

[...]

Il Gatto sul Tetto che Scotta


Quando i ragazzi uscirono dalla locanda Helis scattò sul tetto dell'edificio di fronte la bisca, perchè come avvertite da chissà quale segnale, le guardie avevano ricevuto ordine di piantonare il vicolo ed impedire a chiunque al fuga.
Ma la "Mano dell'Ombra" non diede loro scampo e mentre saltando da un tetto all'altro uccideva, stordiva e tramortiva ogni nemico e i suoi figli con il pesante fardello della Reliquia correvano disperati verso il porto.
Lì aveva pagato un suo amico per partire immediatamente verso Vesper, spendendo tutto quello che aveva risparmiato, nella speranza che per loro la vita si allungasse almeno di un poco.

Ma il vero nemico che avevano di fronte non erano le guardie, e nemmeno la gilda.....

....era un Templare.

Se non ci fosse stato quell'uomo, la loro fuga sarebbe stata tutto sommato facile, ma l'energia che proveniva dall'ingresso della Città Sotterranea e che era diretta verso il gruppo che lei proteggeva sembrava essere al di sopra anche della sua portata.

Certo... se fosse stata da sola sarebbe potuta sparire in un batter d'occhio ma ora il suo destino di madre era legata a qualcosa di più forte che il denaro o il suo obbiettivo.... i suoi figli stavano rischiando la vita... e lei non avrebbe permesso a nessuno di torcegli anche un solo capello.

La strada verso il porto era sgombra e un'altra guardia, sbucata dal vicolo per attaccare il gruppo era appena caduta a terra sotto il colpo della lama avvelenata di Helis. Ma il Flusso di Energia Pura proveniente dal Templare viaggiava troppo velocemente e i ragazzi non ce l'avrebbero fatta a schivarlo.



Istinto Materno


Helis guardò Iriel che aveva deciso di scappare con il suo Maestro e alla quale lei aveva chiesto di accompagnare i suoi figli.

La giovane Umana aveva solo 15 anni ma era snella e scattante. Helis si rivedeva in quella fanciulla e forse per questo non era riuscita a dirle di NO quando la giovane membro della Gilda avendo scoperto il suo passato di Assassino le chiese di diventare sua allieva.

Da allora Helis aveva sempre aiutato Iriel dandole delle piccoli missioni che se pur mascherate da "allenamento per la via verso le tecniche dell'ombra" in realtà erano solo modi per lasciarla fuori dai guai in cui si sarebbe potuta cacciare se avesse seguito qualche altro losco individuo della gilda.

Ora però l'aveva cacciata in grosso guaio, da quando le aveva chiesto di aiutare i suoi figliastri ad uscire di prigione, coinvolgendola in qualcosa di più grande di lei... e di questo Iriel gliene era grata!!!

Il destino di Helis ora stava bussando alla porta e neanche Iriel avrebbe potuto resistere a quel flusso, sarebbero morti tutti... e lei avrebbe perso tutto quello per cui aveva lottato....


l'Artiglio Planare


Heils e Kelhan erano sempre andati d'accordo, e anche se non si era mai spinto oltre, il mago senza dubbio provava una certa attrazione per quella splendida e tenebrosa elfa. E per lei avrebbe fatto qualsiasi cosa, perfino spingersi a sigillare un patto che impedisse di vederla per il resto della sua vita... se questo fosse servito a tenerla lontano dai guai.
Ma non fu in grado di lasciarla andare così...: "Tieni..." - disse il giorno prima di separarsi - "questo coltello è tramandato di generazione in generazione dalla mia famiglia. Esso è in grado di toglierti dai guai se la situazione risultasse troppo opprimente per te e vorresti avere una via di fuga immediata."
"non ne ho alcun bisogno" - aveva detto Helis, arrabbiata perchè conscia che non avrebbe mai più potuto vederlo...
"Ti prego... tienilo con te... se tu lo porterai con te io saprò che sei al sicuro" - aveva ribadito il mago.

E così Helis aveva fatto, ed ora... quella Lama d'Opale era l'unica sua via di fuga e ancora di salvezza per lei e per i suoi cari.

Per un attimo si trovò a pensare come avesse fatto Kelhan a sapere che prima o poi lei ne avrebbe avuto bisogno... forse la sottovalutava? forse credeva che si sarebbe cacciata ancora nei guai come un tempo?... o forse.. aveva previsto tutto? ... sorrise.... mentre il pensiero che il quel mago pazzoide avesse viaggiato nel tempo per sapere che lì in quel luogo e in quel preciso momento non vi sarebbe stata altra via d'uscita se non quella Lama e il portale che essa creò e nel quale tutto il gruppo si tuffò, trovandosi in un attimo liberi dal Templare ma nuovamente a rischio delle proprie vite.



Il Vincolo di Hashkandler


Questo era il nome del potente incantesimo che i Cercatori del Verbo trovarono e decifrarono. Ben lontano da ciò che desideravano (cioè indizi più precisi sul Verbo e la sua posizione) ma pur sempre un incantesimo di straordinaria potenza ed efficacia.
Certo le Rune utilizzate erano veramente complesse e i reagenti molto difficili da reperire, tuttavia ciò che millantava di fare era impressionante.

"I poli non potranno mai venire a contatto ne avvicinarsi oltre i 300m altrimenti entreranno a far parte dell'immutabile ed eterna madre terra."

E quando Kelhan e Helis vennero a conoscenza della verità che li legava, terribile e oscura, presagio di sventura e destino crudele che si faceva beffe delle loro vite, decisero che l'unica via che li rendeva ancora liberi era quella di utilizzare tale incantesimo, affinchè mai nessuna forza avrebbe potuto farli nuovamente unire facendo compiere l'antico presagio che Perilla anelava.

[...]

Quando Helisidor Teruge si alzò in piedi, una lacrima le solco il volto teso ma bello come una foresta tropicale bagnata dalla rugiada mattutina. Il suo sguardo era rivolto al mago che era fermo, bloccato dalla potente magia, avendo utilizzato i suoi poteri poco prima per salvarla da una caduda di oltre 500 metri che avrebbe fatto schiantare lei e il suo gruppo sulla città di Nujilem.

Kelhan Heloerth Ferris aveva sentito che la Lama Planare era stata attivata ed immediatamente aveva preparato l'incantesimo per teletrasportare Helisidor e i suoi qui nella sua dimora. Perchè sicuramente, si trattava di una situazione di vita o di morte.

Aveva sempre temuto che questo giorno sarebbe arrivato e tuttavia un po' lo desiderava, perchè tutto sarebbe valso per vedere ancora una volta il sorriso di quella bella assassina.

"Ed ora finalmente vedremo gli effetti di questo Vincolo" - borbottò Kelhan mentre fermo guardava Helis di fronte a lui.

"Già...." - riuscì a dire Helis...

Poi Kelhan guandò i membri del gruppo e disse: "Andate, questo è un passaggio verso Versper, scappate da questo luogo, perchè presto Lady Perilla giungerà qui e per voi non vi sarà scampo... la sua ira sarà totale!"

Kelhan sorrise: "Le abbiamo giocato un bello scherzo a quella strega eh!?" - mentre la voce si faceva tremolante e gli arti inferiori iniziavano a pietrificarsi.

"Stupido... avremmo potuto affrontarla .... e poi chi lo dice che sarebbe andata come lei aveva detto...." - e un battito più forte degli altri tuono nel cuore dell'Elfa, mentre l'istinto della madre procreatrice la spingeva verso quell'uomo dinnanzi a lei...

Il Figlio dell'Ombra


La maledizione che Perilla la Blanche aveva lanciato su di loro quella notte era molto potente. Ella aveva percepito che l'elfa portava con se un potente seme germinatore che se unito al sangue Demoniaco del tipo posseduto da Kelhan avrebbe dato origine ad un nascituro Demian di straordinaria importanza.

La Catena l'aveva predetto - disse loro un volta - che quello sarebbe stato la 100° anima che avrebbe concluso la Catena e dato accesso al Verbo.
E li aveva pregati, colta da non si sa quale follia, di procreare e donarle il nascituro affinché il suo destino avesse potuto garantire nuovamente al mondo l'accesso al Verbo.

Fu nella notte seguente a questi eventi che Kelhan e Helisidor capirono quanto forte fosse l'incantesimo di Perilla e come la loro unica soluzione fosse usare il Vincolo per impedire per sempre la loro unione.

Fu la più difficile delle decisioni della loro vita, ma fu anche l'unica possibile che venne loro in mente per evitare al mondo un male maggiore.

Sacrificare loro stessi per il bene di tutti....

Mentre Kelhan guardava la sua amata che diveniva pietra, pianse, come un uomo non dovrebbe mai fare (pensò), ma nello stesso tempo un sorriso apparve nel suo volto nel sentire le parole che non aveva mai sentito e che sognava ogni notte.

Helis guardò il mago per l'ultima volta, e le sue labbra si mossero da sole mentre le parole "Ti ho sempre...Am..." furono interrotte dallo scricchiolio della pietra che vedeva dipartire da questo mondo due nobili mortali e lasciare al loro posto delle statue raffiguranti due amanti che nonostante il loro amore, separati da qualche metro di terra non potranno mai raggiungersi,

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